L’importanza di creare nuove amicizie per vincere la solitudine – parte 1

Il tema dell’amicizia  e della solitudine mi sta particolarmente a cuore perchè vedo attorno a me tante persone sole o che si sentono tali.

Quando si è bambini è facile fare amicizia, ma man mano che diventiamo adulti ci accorgiamo che non è più così.

O meglio, ci accorgiamo che non è facile costruire amicizie appaganti.

E così capita di sentirsi soli sia tra le mura della propria casa, che ad una festa con tanta gente, piuttosto che in mezzo ad una folla di persone.

Esistono vari tipi di solitudine: c’è quella della persona timida che non osa avvicinarsi agli altri, quella della persona che vuole sempre l’attenzione altrui ma riesce a costruire solo rapporti superficiali, quella causata dal dolore o alla malattia o ancora quella di chi è fisicamente lontano dai propri affetti per motivi di lavoro.

Comunque sia la solitudine, quando non è una scelta personale dell’individuo, incide negativamente sul nostro benessere psicologico.

Gli studi in merito ci dicono che coltivare relazioni gratificanti con gli altri aiuta a vivere meglio e più a lungo.

Quindi, il miglior modo per uscire dal senso di solitudine è cercare di instaurare relazioni gratificanti con gli altri.

Ma per creare un’amicizia gratificante devi spingerti oltre la superficie e desiderare di entrare in intimità con l’altro.

Per esempio:  se sei un tipo brillante e sei portato a frequentare chiunque senza chiederti perché lo fai, è probabile che a parte l’apparenza, potresti sentirti solo perchè il tuo bisogno di attenzione da parte degli altri ti porta ad assecondare troppo le loro richieste.

Mentre se sei timido e ti accontenti di chiunque ti capiti vicino, corri il rischio di andare incontro a delusioni.

Ecco allora alcune indicazioni pratiche su come procedere per fare amicizia e gettare le basi per una maggiore profondità reciproca.

  • ABBANDONA IL TUO CINISMO

Prima di tutto se sei diventato cinico perché non ci credi più, esci dal tuo guscio e fai uno sforzo per andare verso gli altri.

Abbandona l’atteggiamento chiuso tipico di chi si aspetta sempre qualche fregatura e proprio per questo non fa mai il primo passo.

Ricordati che gli altri sono come te ed hanno i tuoi stessi problemi e timori di essere delusi. E proprio perché sono come te, hanno la testa piena dei loro pensieri, perciò non pensare che siano lì pronti a giudicarti qualsiasi cosa farai o dirai.

Quindi, vai sereno e non preoccuparti di cosa gli altri potrebbero dire o pensare di te, perché la verità è che hanno prima di tutto loro stessi a cui pensare!

  • FAI IL PRIMO PASSO

Se prendi tu l’iniziativa, fare amicizia diventa più facile perché sei tu che conduci (almeno all’inizio). Se sei tanto timido può essere difficile compiere il primo passo lo so.

Sappi però che anche le persone dall’apparenza sicura, spesso non sono privi di ansie o timori. La differenza è che loro ci pensano meno perché si focalizzano sui loro punti di forza, mentre tu pensi costantemente al tuo imbarazzo e questo non fa altro che aumentare.

Inoltre credi che gli altri notino di te solo quelli che tu chiami difetti e per tanto siano lì pronti a giudicarti negativamente. Ma non è così: a meno che non si tratti di persone terribilmente frustrate da voler seminare il disagio attorno a loro, in realtà cercano come te di stare bene e trovare degli amici.

Prova quindi a spegnere questi pensieri negativi e limitanti per concentrarti invece su quello che ti piace di più di te.

E se ti capita di arrossire, non nasconderti ma sorridi e fregatene un po’! ;)

Siamo noi i primi a convincerci della nostra timidezza attraverso il comportamento di sempre. Quindi il trucco è impegnarci a convincerci  del contrario, compiendo azioni nuove.

  • SII TE STESSO, MA SII ANCHE FLESSIBILE

Essere te stesso vuol dire andare in cerca della tua autenticità. Ma essere troppo rigido non ti aiuta a vivere meglio, anzi. La flessibilità invece ti consente di accettare ciò che è diverso da te o che non puoi cambiare, senza rinunciare a te stesso.

Compiere azioni nuove non significa diventare qualcun altro, ma vedere le cose da un altro punto di vista o angolatura.

Tanto per cominciare se sei timido, non è detto che non puoi piacere così come sei, la timidezza ha un suo fascino, lo sapevi? Infatti più che un difetto è giusto considerarla una particolarità. Ci sono donne che adorano l’uomo un pò timido! ;)

Diversamente se sei estroverso ti capiterà di conoscere tanta gente, ma potresti sentirti solo ugualmente perché le tue amicizie non ti soddisfano.

In questo caso ti sei mai chiesto se ti comporti veramente come pensi di essere e non secondo un cliché che hai tu stesso alimentato? Gli altri credono che tu sia in un certo modo e così tu ti comporti secondo quello che gli altri si aspettano, pur di avere la loro attenzione.

Però così non ti senti capito e ti senti comunque solo. Quindi, smetti di fingere e comincia a porti per quello che sei, perché è l’unico modo per costruire relazioni più profonde e meno superficiali.

Dopo questi 3 punti ce ne sono altri 4 molto importanti di cui ti parlerò la prossima settimana…….più un segreto finale. ;) Ti anticipo i titoli:

  • PROMUOVI TE STESSO
  • DIMOSTRA INTERESSE PER L’ALTRO
  • NON PRETENDERE TROPPO
  • CERCA DI NON ESSERE INVADENTE
  • IL SEGRETO FINALE

Ti aspetto quindi la prossima settimana con la seconda parte……

Ciao, a presto

Monica

Photo: G. Willaume/Fotolia

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13 Commenti a “L’importanza di creare nuove amicizie per vincere la solitudine – parte 1”

  1. Franco scrive:

    Bell’articolo e leggendolo mi trovo protagonista. Sono un uomo di appena sopra i 40 anni e da 7 anni fuori per lavoro. Non rientro nei timidi ho abbastanza facilità nel rapportarmi con gli altri. La difficoltà sta proprio nell’instaurare un’amicizia e che poi diventi duratura….ecco volevo proporre, magari in uno dei suoi prossimi articoli, come fare amicizia, strumenti utili per inserirsi in un contesto sociale idoneo…vista la mia non più giovanissima età! :-) Grazie e buona giornata

  2. Monica scrive:

    Ciao Franco! Cosa intendi come contesto sociale idoneo?…..Mi viene da pensare che bisogna prima conoscere il contesto, no? E poi direi che per fare amicizia l’età non conta proprio, a meno che tu non intenda “voler fare amicizia con dei ventenni”….allora si che il contesto di riferimento può essere diverso. Fammi sapere qualcosa di più….Ciao!

  3. Giuseppe scrive:

    Che bel post..
    è molto interessante che in un blog che parla di stile si includano anche questi temi che apparentemente non ne fanno parte…
    In realtà, forse lo stile parte proprio da una più rilassata concezione di sè e del rapporto con gli altri…
    Dunque complimenti, il tuo blog è molto interessante e fa trasparire buonsenso e armonia… (il che significa qualità rare in questo tempo :-) )

  4. Monica scrive:

    Grazie mille Giuseppe! E’ proprio come dici tu: “lo stile parte da una più rilassata concezione di sè e del rapporto con gli altri….” E’ dunque qualcosa che ha a che fare con la nostra”sostanza”. Il vestire o l’apparire è una conseguenza o comunque una parte del tutto….ma non il tutto! Ciao e grazie per aver commentato.

  5. Franco scrive:

    No, non ventenni hai detto bene ma in un contesto sociale idoneo, appunto adeguato all’età. Si cambia, si cresce e di conseguenza si fa fatica a creare un gruppo solido e continuativo di amicizie…non avendo più o meno percorsi obbligati che è prerogativa dei giovanissimi. Ecco questo il punto. La difficoltà sta proprio in questo cioè trovare degli strumenti che ti permettano di continuare a frequentarsi. Invece adesso si tende ad isolarsi….non è una buona scelta. :-)
    Ciao.

  6. Ilaria Cardani scrive:

    Quando si è bambini è facile fare amicizia perché si è privi di aspettative e di pregiudizi sugli altri.

    Considerate: ogni volta che vi avvicinate a qualcuno per conoscerlo meglio, quali sono i pensieri, le sensazioni e le emozioni che provate?

    Quanti di questi sono positivi?

    E quanti negativi e inibitori?

  7. Monica scrive:

    Per Franco: penso che con il passare degli anni, inevitabilmente la frequenza e la continuità nel vedersi e frequentarsi diventa minore a causa dei cambiamenti che ci impone la vita: lavoro, case, città, spostamenti, famiglia, figli.

    Penso che tutto questo sia inevitabile, ma non deve spaventarci perchè è la vita…. Credo che non sia una questione di quantità, cioè di quanti amici hai, ma della profondità dei rapporti che hai. Tant’è che di solito diciamo che gli amici veri li conti sulla punta delle dita di una mano, no?

    Un’ amico vale veramente un tesoro, nel senso che non è nemmeno possibile razionalmente pensare che con tutti gli amici o meglio conoscenze che hai puoi entrare in profondità, ma lo puoi fare solo con pochi, con chi hai appunto delle affinità.

    Andando sul “pratico” quindi e per riferirmi agli strumenti di cui parli è possibile creare una coesione dove ci sono interessi comuni come sport, hobby, cinema, teatro, viaggi, cucina ecc, ecc. Non c’è limite alla fantasia per trovare dei contesti in cui calarsi e trovare persone che hanno i nostri stessi interessi, desideri/sogni da scambiare.

    E’ chiaro che come si suol dire, bisogna poi “spendersi” un pò per gli amici e quindi farsi sentire, organizzare, proporre, invitare senza ovviamente asfissiare l’altro. Se facendo questo gli altri non rispondono….vuol dire che non sono interessati come protremmo esserlo noi e quindi, poichè non possiamo forzare nessuno, possiamo però cercarci nuove opportunità, senza scoraggirci. Spero di aver compreso bene le tue parole e di averti risposto. Grazie e fammi sapere se era questo che intendevi. Ciaoooo

  8. Monica scrive:

    Ciao Ilaria, è vero infatti che quando siamo adulti siamo pieni di aspettative e pregiudizi sugli altri. Per questo penso che dovremmo fare in modo di limitarli il più possibile, indagando per prima cosa (come dici tu) dentro di noi per capire cosa succede….. Ciaoooo e grazie.

  9. Franco scrive:

    Si tutto chiaro e quello che mi hai detto ne sono già a conoscenza. Semplicemente bisogna metterlo in pratica…e all’inizio lavorarci tanto. Grazie per le dritte.
    Bye

  10. Monica scrive:

    Quando leggerai il prossimo articolo, forse troverai una risposta in più. Ti dò un piccolo anticipo: per creare nuove amicizie che ti portino ad un rapporto più profondo di una banale conoscenza devi uscire dalla tua zona confort e andare “verso” chi hai di fronte.

    Devi mostrare sincero interesse per chi hai davanti e ridurre le tue aspettative e il tuo bisogno di “perfezione”. Se tutto questo ti sembra difficile, potresti cominciare a chiederti, come dice Ilaria nel suo commento, quali emozioni e sensazioni provi quando ti avvicini a qualcuno.

    Quali emozioni positive e quali negative senti. In pratica significa chiederti “cosa succede” dentro di te. Lavorare tanto su noi stessi è un investimento che merita di essere fatto! Ma oggi putroppo non ci diamo il tempo, vogliamo tutto e subito, oppure andiamo in cerca di kit pronti all’uso per vivere l’illusione che ci risolvano ogni problema.

    Purtroppo non è così che funziona la vita…… ma ti posso anche dire che non è poi così difficile come sembra….. le cose semplici come sempre, sembrano le più difficili. Ciao, Monica

  11. Franco scrive:

    Si in effetti è così, si vive in un’area di protezione e non si osa più di tanto. A perfezione rientro in pieno e questo può essere uno degli aspetti negativi, di freno! E’ vero in qualsiasi aspetto, le cose semplici sono le più complicate..Però noto anche, leggendo i commenti come sia difficile, fare un’attenta analisi su di noi…che è sempre lì la chiave alle nostre risposte. Eh un bel lavoro che non mi dispiace affrontarlo, certo bisogna essere costanti e crederci, per quanto mi riguarda non sono notizie del tutto nuove. Adesso mi sto avvicinando sempre più, proprio in modo pratico ed in modo lieve si riscontrano i risultati. Grazie, ciao

  12. mario scrive:

    ciao monica
    quasi ogni giorno devo sentire i problemi di mia figlia in fatto di amicizie.
    la vedo triste perchè non la chiamano ,oppure preferiscono andare con altre amiche e lei si sente esclusa.
    lo stesso discorso potrei farlo per mia moglie anche lei sofre un pò per queste cose.
    io penso che uno per prima cosa dovrebbe cercare di farsi per amico la persona piu inportante che c’è…se stesso…
    anche io avevo gli stessi problemi ma un pò alla volta ,anche grazie a delle buone letture….osho…ho cominciato a star bene con me stesso, sono diventato veramente il mio miglior amico.
    questo mi ha molto rasserenato ed ho notato che adesso tutti o quasi hanno piacere a stare con me.
    io penso che se uno inpara a vivere bene da solo automaticamente attirera a se tanti buoni amici.
    un saluto a tutti mario

  13. Monica scrive:

    Ciao Mario, hai ragione: il primo amico di noi stessi siamo noi. Comunque se sentiamo il bisogno di avere amici, dobbiamo per forza di cose impegnarci un pò e andare verso di loro senza aspettare sempre che siano gli altri a chiamarci. Potresti spiegarlo anche a tua figlia, dicendole di vincere la timidezza e il timore di essere giudicata dagli altri, facendo lei il primo passo. Se ha la sensazione di non essere corrisposta cerca di capire bene se è una sua percezione dovuta al suo modo di sentire, oppure se corrisponde al vero. Se è vero, la cosa migliore è non drammatizzare e accettare che non tutti la pensano come noi. Non ti perdere il post della pross. settimana, dove parlo proprio di questo. Ciaoooo

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