L’abito fa il monaco
Ma l’abito fa veramente il monaco oppure no? Dipende da te!
O meglio da quello che vuoi ottenere attraverso la tua comunicazione.
Quando l’immagine che trasmetti di te stesso è congruente con il messaggio che intendi dare, allora è il caso di dire che l’abito fa veramente il monaco.
Quando invece il tuo modo di apparire è dissonante rispetto a quello che vorresti comunicare con le parole e il comportamento, allora è corretto dire che in questo caso l’abito non fa il monaco.
E’ indubbio che le persone che non ti conoscono e vogliono capire chi sei, oltre ad ascoltare quello che dici, ti guardano!
E come ben saprai il linguaggio non verbale, cioè tutto ciò che ha a che fare con immagine, comportamento, espressioni del viso e voce hanno un impatto emozionale notevole su chi è davanti a te, molto più del contenuto delle tue parole.
Tutto questo purtroppo, nel mondo del lavoro si enfatizza al massimo….
E così capita che “la tua sorte” viene spesso segnata in pochi minuti da un giudizio che difficilmente riuscirai a far cambiare in futuro ai tuoi interlocutori, perché le persone non hanno tempo, non hanno voglia e hanno sempre un sacco di cose più importanti da fare.
E’ inutile lamentarsi o dire che tutto ciò è ingiusto ma è meglio invece stare al gioco; quindi ricordati che non esiste mai una seconda volta per fare una buona prima impressione.
In questo senso, l’abito fa o non fa il monaco, a seconda di quello che tu vuoi ottenere da te stesso, dagli altri e dalla vita.
Spesso siamo più propensi a vestirci adeguatamente solo per le occasioni che consideriamo importanti o eccezionali, che esulano insomma dal nostro quotidiano, come per esempio un appuntamento importante, una cena d’affari o un colloquio di lavoro, sorvolando invece per le occasioni di ordinaria amministrazione come andare in ufficio.
In realtà tutte le volte che decidiamo di comunicare efficacemente un messaggio di tipo sociale, anche se non eccezionale ma quotidiano, come recarci ogni giorno sul posto di lavoro, sarebbe importante fare un giro davanti allo specchio per osservarci…magari ammirarci o complimentarci
e dunque calarci fino in fondo nel ruolo che intendiamo svolgere.
Non si tratta di vestirsi adeguatamente al contesto semplicemente per attenersi ad una sorta di etichetta o formalità, quanto piuttosto di dare più forza ai nostri pensieri e alle nostre azioni, grazie appunto all’aiuto dei nostri abiti che sono nient’altro che strumenti in nostro possesso e al nostro servizio!
Questo non vuol dire che l’esito delle tue relazioni dipende esclusivamente da una prima impressione e basta. Ma è certo che, soprattutto nel mondo del lavoro, l’impatto iniziale può condizionare la buona riuscita dei tuoi rapporti. In questo senso, più ti presenti in modo piacevole e più gli altri avranno voglia di conoscerti meglio!
Le parole da sole non bastano per ottenere una comunicazione efficace, ma occorrono anche delle azioni e le prime da compiere sono proprio su te stesso, sulla tua presenza e sul tuo modo di porti.
Avere un’ immagine adeguata con il messaggio che intendi trasmettere è un modo sicuramente vincente per raggiungere i tuoi obiettivi e padroneggiare le tue relazioni.
E tu cosa ne pensi? Lasciami i tuoi commenti….ciao
Monica Negri
Photo Piumadaquila/fotolia
Tag: buon gusto, comunicazione, immagine, l'abito fa il monaco, le parole non bastano, prima impressione, stile



La gente osserva il nostro aspetto esteriore, almeno inizialmente, e Dio osserva il nostro aspetto interiore, sempre. Il modo in cui ci presentiamo agli altri fa la differenza.
Siamo sempre d’accordo, Monica. L’abito fa il monaco e deve farlo a mio avviso. Come già detto in un altro mio commento, non c’è niente di peggio, che un bel cervello ..una bella mente, in un corpo totalmente o parzialmente trascurato. Ed è un vero peccato che in alcuni paesi sedicenti “ben acculturati” ci siano manager, professionisti in genere che trascurino totalmente il loro look, a favore di un senso del “pratico” (ma avessi capito cche vvordì…PREFERISCO ESSE PRATICO..come spesso sento dire nella mia città), che indubbiamente toglie alla persona la possibilità di farsi ammirare, più che vedere, nella sua totalità.
L’altra volta ti facevo l’esempio della mia amica ricercatrice universitaria..grandissimo cervello e donna piacevole in quanto persona, ma totalmente inguardabile sotto il profilo della sua femminilità; tu la vedessi!!! E’ così tanto felice (scioccamente aggiungo io) del fatto che …. LE PERSONE DEVONO AMMIRARMI PER QUELLO CHE DICO O CHE FACCIO – NON PER QUELLO CHE MI METTO ADDOSSO !!! Queste sono le sue parole ogni volta le si fa notare che potrebbe migliorare se stessa…e anche notevolmente.
Un paese davvero acculturato a mio avviso, è un luogo dove – mens sana e corpore sano e …look sano (perdonami la licenza) -, camminano sempre di pari passo. Penso che l’Italia da questo punto di vista abbia, negli ultimi anni, perso un pò di colpi; ed è un vero peccato perchè qualche decennio fa, noi italiani, in quanto a gusto, moda e vestire, facevamo scuola a metà del globo.
Oggi, soprattutto le generazioni ben americanizzate, non vanno al di là delle NIKE ai piedi tutto il giorno e dei felponi ultrafitmati; e spesso vedo donne, conciate come se fossero giovanissime reclute dell’esercito italiano. Scarponi e pantaloni mimetici….Ma …. poi perchè???
Grazie come sempre per i tuoi consigli . Antonio
Congratulazioni!La tua spiegazione mi è piaciuta molto…nn è ke potresti aiutarmi facendomi un discorso sulla creatività legata all’immagine l’immagine nella società dei consumi? Nn riesco a trovare niente ke riguarda questo x inserirlo nella mia tesina con coco chanel capito???