Timidezza: per vincerla, quello che devi fare è proprio ciò che ti spaventa!

Fare ciò che ti spaventa ti potrà sembrare assurdo, in realtà è il modo migliore per vincere le tue paure.

Questa tecnica si basa un po’ sul concetto del paradosso, cioè nel fare qualcosa di apparentemente illogico o inaccettabile, ma che produce invece un risultato accettabile.

Mi spiego meglio: molto spesso a proposito della timidezza ti dai tanti buoni propositi ma sempre piuttosto astratti del tipo “Rilassati, sii te stesso, non c’è niente da temere…” ecc. ecc.

Oppure cerchi di indagare sul tuo passato cercando di scovare la causa scatenante. Tutto questo può essere utile per consapevolizzarti maggiormente su cause e convinzioni, ma non ti aiuta ad uscire da un’impasse…..

L’unico modo per uscire da un’impasse è compiere un’azione forte, di rottura degli schemi anche se apparentemente illogica o paradossale, in pratica significa “darci un taglio” e fare con coraggio proprio ciò che ti spaventa.

Se per esempio la tua paura è fare brutta figura con le ragazze o i ragazzi perché temi di arrossire, perché non ti viene mai niente da dire, perché pensi di essere poco interessante, ciò che devi fare è prendere il coraggio a due mani e “impegnarti” proprio per fare una bella figuraccia!

Non mandarmi a stendere, ma ascolta bene: lo sai che molti attori scelgono questa carriera per vincere la timidezza?  E secondo te cosa credi che facciano?

Poco per volta, a forza di provare e fare “figuracce” hanno imparato a INFISCHIARSENE di quello che potrebbero pensare gli altri e quindi ad agire indifferentemente!

Il punto è proprio questo: abbattere la convinzione autolimitante di credere che gli altri siano sempre lì pronti ad aspettare te per criticarti.

Anche il concetto di “brutta figura” è qualcosa che riguarda la tua percezione delle cose, ma se chiedi a qualcun altro cosa pensa di quello che hai detto o fatto, quasi sicuramente ti dirà che non ha notato niente di strano! :)

Quindi quando sei in compagnia di altre persone, prova ad immaginarti di essere come sul set di un film, dove sei costretto a “provare”.

In più pensa che la gente che ti circonda, non si stupirà più di tanto del tuo comportamento perché ha qualcosa di più importante a cui badare: i propri pensieri.

Supponiamo per esempio che ti trovi ad una festa e vuoi fare conoscenza. Procedi così:

  • Sforzati di non pensare al risultato.
  • Fai quello che fanno gli altri, cioè lasciati andare a parlare del più e del meno.
  • Più parli e più ti sciogli. Fregatene dell’equazione che dice: “chi parla tanto è perché è timido”.  Sei proprio lì per quello…..per fare quello che temi di sembrare! Cioè il timido. Quando capisci che sei più rilassato, aggiungi al tuo stato un po’ di coraggio per fare un passo in più.
  • Compi quindi un’azione che ti costa un po’ di impegno come ballare, cantare, raccontare barzellette, o se sei un ragazzo dare il tuo numero di telefono ad una lei che ti piace, poi guarda cosa succede. Fallo non con l’idea di dover fare bella figura, ma di andare incontro alla tua paura preparandoti a fare quella che tu chiami “la solita figuraccia”.
  • Con tutta probabilità ti accorgerai che nessuno ha notato più di tanto le tue gaffe (ammesso che tu le abbia fatte) e soprattutto che sei ancora vivo, non è capitato niente di terribile, anzi tutt’al più hai fatto ridere qualcuno.
  • Nel caso del numero di telefono, se lei lo ha preso solo per gentilezza e poi non ti chiama, poco ti deve importare, perché in realtà tu hai agito non tanto per cuccare, ma per provare a te stesso che il rifiuto non ti spaventa più.

Il tuo obiettivo nel fare “qualcosa” che ti spaventa, non deve essere la cosa in se come quella di fare colpo su una ragazza, ma quella di vincere la paura del rifiuto.

In questo modo ti accorgerai che l’eventuale figuraccia o rifiuto non ti importeranno più di tanto, perchè il tuo principale obiettivo è quello di dimostrare a te stesso che vinci tu e non la paura.

Più ti alleni a “provare” e più ti disabitui alla paura del rifiuto. Insistendo e spingendoti ogni volta un po’ più in là di quello che ti sembra possibile, ti sentirai poco per volta sempre più disinvolto/a.

Ricorda: il tuo obiettivo per vincere la timidezza non deve essere un numero di telefono o fare colpo su qualcuno, ma SFIDARE la tua paura!

Prova e dimmi che ne pensi, cosa hai provato, come ti sei sentito/a.

Ciao, Monica

Photo: VG Studio

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19 Commenti a “Timidezza: per vincerla, quello che devi fare è proprio ciò che ti spaventa!”

  1. Ilaria Cardani scrive:

    L’idea del paradosso e della sfida a se stessi è provocatoria ed è una misura “forte”.

    Come dico ai miei clienti che vogliono attrarre la persona giusta per loro, decidere di mettersi alla prova e di compiere un’azione di “rottura” rispetto a vecchi schemi di comportamento è già di per sé un atteggiamento che denota enorme carisma personale.

    Riconoscere la tua timidezza, ammettere che ti ha limitato e ti limita e prendere consapevolezza che puoi superarla, sono tutti pensieri e convinzioni che già ti portano anni luce lontano dall’idea e dai comportamenti di timido o di timida.

  2. Amelio scrive:

    Ovvamente è un qualcosa che bisogna poi ripetere sempre…… non basta buttarsi a capofitto nel “pericolo” poche volte…ma deve essere un’abitudine….infatti è l’ABITUDINE la cosa fondamentale in questo processo di non cambiamento ,che reputo una brutta cosa,ma direi di “miglioramento”. :)

    Tutto è difficile prima di diventare semplice (non so però chi l’abbia detta) :D

  3. Sara scrive:

    Il consiglio è positivo, ma applicarlo non è così facile, perchè la paura del rifiuto non è così semplice da vincere…

  4. LUCIA scrive:

    IO LA TIMIDEZZA NON HO MAI SAPUTO COSA SIA, QUINDI NON SO SE MONICA HA RAGIONE O MENO!!!

  5. Monica scrive:

    @ Ilaria @ Lucia, @ Sara, @ Amelio: vi racconto la mia esperienza.

    Io non sono mai stata particolarmente timida, ma ho avuto soprattutto in passato alcune incertezze o esitazioni specie quando mi trovavo ad una festa e mi sarebbe piaciuto fare amicizia, oppure quando sul lavoro dovevo presentare un nuovo progetto alla rete vendita che mediamente era composta di 20, 30 agenti. Ecco quelli sono stati i momenti in cui ho sofferto di più perchè non mi sentivo mai particolarmente a mio agio e soprattutto mai come avrei voluto essere.

    Poichè questi agenti dovevo incontrarli piuttosto spesso durante l’anno, ho dovuto fare di necessità virtù. Ho cominciato ad osservare attentamente chi era più bravo di me per capire che cosa potevo imparare da lui. Le due cose più importanti che ho capito sono: 1) Chi è dall’altra parte che ascolta non è diverso da noi, non è migliore di noi e spesso ha le nostre stesse paure! 2) E’ importante fregarsene un pò….e non prendere tutto troppo sul serio, anche quando si parla di cose serie ;)

    Così ho cominciato a sforzarmi di essere più rilassata, senza nascondere la mia timidezza anzi scherzandoci sopra e facendo anche qualche gaffe. Ogni volta mi accorgevo sempre più che non solo “ero ancora viva” e che non era capitato niente di così catastrofico, ma che le persone apprezzavano la mia autenticità e genuinità, perchè potevano rispecchiarsi in me. A forza di farlo sono diventata più spontanea in generale e anche nella vita privata.

    Ecco, questa è la mia esperienza….. :)

  6. Giuseppe Arena scrive:

    Se vogliamo migliorare i nostri risultati in un qualsiasi ambito, dobbiamo inevitabilmente cambiare qualcosa in ciò che facciamo e in come facciamo. grazie per i suggerimenti Monica.

    ciao
    Giuseppe

  7. Costantino Furegati scrive:

    Ciao Monica . Un altro , intrigante , bellissimo argomento . La timidezza , penso che non sia assolutamente facile da arginare , pero’ , già facendo tesoro dei tuoi consigli , si potrebbe iniziare a combatterla . In certi casi , forse , quello che noi crediamo sia timidezza , è per lo piu’ insicurezza , paura di non riuscire a fare qualcosa oppure avere il timore di non piacere a qualcuno/a . Per quanto riguarda lil mio carattere , non penso di essere timido , pero’ in certi casi , sono un po’ indeciso , e forse è li’ che subentra la mia timidezza . Già timidezza , oppure insicurezza , che , in certi casi , dipende anche dalle circostanze , vi sono momenti e luoghi , in cui uno/a va come si suol dire “di seta “, e altri in cui , non sentendosi a proprio agio , diventa titubante , con il proprio subconscio che dice ” buttati , dai buttati , anzi no , aspetta ancora un attimo … ” , poi , magari quando decidi di farlo è troppo tardi .. Con le ragazze , come hai spiegato esattamente tu , potrebbe essere timidezza , ma secondo me , in certi momenti soprattutto , la paura di non piacere ed anche il timore di essere troppo sfacciati , passando poi , magari per maleducati , prevalgono in modo inesorabile . Costantino

  8. Roberta scrive:

    “la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e scoprì che non c’era nessuno”
    :)

  9. Anna Rita Del Sordo scrive:

    Ciao Monica!!
    Questo è un argomento che veramente mi tocca da vicino…

    Quanto ho sofferto nella mia vita per questa inquietante timidezza!!

    Solo per fare un esempio di quanto fosse condizionante racconto un pezzo che ha dell’assurdo (non posso qui raccontare tutta la mia vita, ma ce ne sarebbe da dire!!). Credo sia significativo dell’angoscia con cui vivevo!!

    Avevo più o meno 16/17 anni, salii sull’autobus e mi sedetti.
    Non ricordo perché, ma il piede capitò in una posizione scomoda e dolorosa. Con grande sofferenza lo lasciai così come stava per paura che gli altri passeggeri mi vedessero spostarlo!!

    Quando fu il momento di raggiungere la porta per scendere alla mia fermata… avrei voluto sprofondare!! Zoppicavo vistosamente!!!

    Mi guardai intorno e vidi gli occhi di tutti i viaggiatori puntati su di me!! Ero a dir poco terrorizzata!!
    I pochi minuti che rimanevano all’apertura delle porte, sembravano un’eternità.

    Immagino fossi diventata rossa paonazza perché ancora oggi ricordo il calore che avvampava sul mio viso.
    Era veramente pesante e stressante vivere così, con il timore del giudizio degli altri!!

    Oggi è quasi completamente dissipata, anche se talvolta in certe occasioni ricompare. Ora so come gestirla! E comunque sono momenti divenuti estremamente rari!!

    Chi mi conosce oggi, stenta a credere che io sia stata una ragazza tremendamente timida. E’ una bella conquista, no??

    …Ma quanto mi ci è voluto per superarla!! Soprattutto senza nessun aiuto da parte di psciologi o esperti del settore. Neanche i miei genitori se ne sono mai accorti… Anzi credo, che inconsapevolmente, siano stati loro la causa del mio problema!!

    Mi ricordo delle tante cose che volevo dire e volevo fare, ma non riuscivo a dire e a fare! Morivano dentro di me!! Le soffocavo!!

    Ho fatto tantissime prove per uscire da questa sofferenza!! Ho anche attaccato fogli per tutta casa con scritte che mi davano coraggio. Mi parlavo davanti allo specchio!! Osservavo e invidiavo i grandi simpaticoni, sicuri di loro stessi!!

    Sbagliavo e riprovavo!! Dovevo uscire da quella gabbia!! Oggi posso dire di esserne praticamente fuori!! Però sono passati tanti tanti anni!!

    Oggi dico quello che penso con il sorriso sulle labbra!!

    Confesso apertamente di essere stata una timida e in rarissimi casi di esserlo ancora e la cosa non mi crea nessun problema!!

    Faccio gaffe e ammetto di averle fatte!! Il giudizio degli altri per me oggi? Nessun problema!! Ognuno è libero di pensare come vuole!! Anch’io!! …e vado avanti con tutti i miei difetti e con tutti i miei pregi!! Sono tanti anche questi!! ;-D))

    Un consiglio per chi è ridotto come lo ero io allora???
    E’ quello che afferma appunto Monica! Buttarsi!! Fare proprio quello che si ha paura di fare!! Qualche esercizio di rilassamento o dei bei massaggi aiutano che è una meraviglia!! ;-D)) ;-D))

    Anna Rita

    Baci Monica!
    Grazie per l’opportunità! ;-D))

  10. Monica scrive:

    Ciao Anna Rita! Complimenti per la tua vittoria! Credo che la tua testimonianza sia estremamente preziosa per tutti coloro che leggeranno. Anche io come ho scritto in un commento sopra, sono stata un pò timida e a volte mi capita ancora, anche se non si direbbe! :) Come te mi sono buttata…fregandomene del risultato e concentrandomi sui miei pregi senza pensare ai difetti. E da quando mi comporto così va molto meglio…anzi va benissimo. Ciao e un grazie sincero per il tuo contributo. :)

  11. francy scrive:

    grazie davvero interessante… spero di farcela … il mio problema piu grande e ke nn so stare cn gente ke nn cononsco mi kiudo dentro e nn riesco a spiccicare una parola e mi rovino coi la serata….

  12. Monica scrive:

    Ciao Francy…..capisco. Sai, ti sembrerà una frase fatta, ma veramente c’è sempre una prima volta in cui ti sembra difficilissimo fare il primo passo, ma dopo ti accorgi che tutto sommato non è successo proprio niente di grave! Anche per me molte volte è stato così e da quando ho capito che mi stavo perdendo troppe opportunità, allora ho deciso che dovevo entrare in azione, comunque sarebbe andata. Quindi prova veramente a fare un passetto….rompi il ghiaccio e sforzati di fregartene del risultato. Improvvisamente ti accorgerai che le cose sono meno difficili di quanto pensavi. E che gli altri non sono poi così cattivi…..e sai perchè? Perchè hanno anche loro i loro problemi a cui pensare! :) Un abbraccio di cuore!

  13. Jess scrive:

    guarda mi hai semplicemente aiutato a tirarmi su in modo assurdo

  14. Jess scrive:

    Grazie tantissimo mettero tutto in pratica ho 14 anni e ti stimo tantissimo ciao e grazie

  15. Sara 88 scrive:

    Ciao Monica,
    sono Sara anche io da ragazzina avevo
    questo tipo di problema.
    Ero insicura avevo paura che le altre ragazze mi prendevano in giro. Ho vinto con vero successo ora sono diventata forte. Me ne vanto.
    Sono diventata molto più matura.
    Ragazze non dovete avere paura. Ma dovete combatterla

  16. Sara 88 scrive:

    La timidezza è un segno di insicurezza, per combatterla ci vuole autostima.
    Se si ha la propria autostima si vince.

  17. Sara 88 scrive:

    Bisogna credere in se stessi.
    Io per esempio sudavo, diventavo rossa.
    Ma finalmente ho creduto in me stessa ora sono Felice.

  18. Vincenzo scrive:

    dopo tanto tempo ho preso coscienza della mia timidezza e soprattutto del fatto che l’unica cosa da fare è buttarsi a fare ciò di cui si ha paura.
    Adesso vorrei trovare il coraggio a farlo!

  19. Monica scrive:

    @Vincenzo… il coraggio ti viene facendo un primo passo e poi un altro e un altro ancora. Quando ti accorgi che non succede proprio niente di grave, il coraggio di osare di più aumenta e contemporaneamente aumenta anche la fiducia in te stesso. Quello che devi capire è che devi entrare in azione… in qualunque modo e senza pensare troppo al risultato. Se stai fermo invece e aspetti… il coraggio da solo non arriva :)

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